Le nuove tecniche di prelievo : aferesi

La richiesta sempre più frequente di singole componenti ematiche, per una terapia mirata, ha portato alla introduzione di un procedimento tecnico di prelievo che consente di togliere al donatore solo il componente (o i componenti) di cui si ha la necessità, in quantitativo superiore a quello ottenibile da una normale donazione. Inoltre alcune terapie moderne non sono affrontabili con la normale tecnica di separazione dal sangue raccolto con il tradizionale prelievo. E’ nata così quella tecnica trasfusionale che viene genericamente indicata con la parola “aferesi” e che consente la raccolta selettiva di un solo componente, sia esso plasma o piastrine o globuli bianchi (leucociti) o globuli rossi (eritrociti); si possono così effettuare plasmaferesi e piastrinoaferesi. Questi procedimenti richiedono l’utilizzo di macchine più o meno complesse. E’ necessario sottolineare che questo tipo di raccolta richiede tempi tecnici superiori a quelli di una normale donazione si sangue intero, quindi una maggiore disponibilità da parte del donatore, il quale viene sottoposto a particolari controlli di idoneità. Con tali apparecchiature la resa del componente è altissima e di indubbio valore terapeutico per varie malattie.

La plasmaferesi merita un capitolo a parte nel campo delle “aferesi”. Essa permette di ottenere larghi quantitativi di plasma, dal cui frazionamento è poi possibile ottenere albumina, gammaglobuline, fattori della coagulazione, i cosiddetti farmaci “salvavita” che l’Italia deve ancora importare in gran parte dall’estero, con grave impegno economico e senza l’assoluta garanzia sotto il profilo sanitario.

 

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